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Primo "vero" appuntamento.

Summary:

“Non mi hai detto più niente poi della sera scorsa…. Come si chiamava lui?”
Te lo chiede distrattamente mentre si aggiusta le treccine ma sei certo di vedere un po’ di tensione nelle sue spalle e quando poi si gira a guardarti.
“Lei, Andrea, diciamo che non ci rivedremo per il momento…”
“Ero convinto che fosse un lui però…. mi dispiace.”
Alzi appena le spalle perché non ti importa in realtà perché tu sei innamorato di lui e non riesci a guardare nessuno come guardi lui....

Notes:

Pensavo davvero di averla finita questa serie, ma a quanto pare esistono mille modi e universi diversi in cui io posso far innamorare Lewis e Daniel, quindi eccoci qui.

Work Text:

“Quindi secondo te va bene? E’ un primo appuntamento non voglio che passi un messaggio diverso da quello…. Daniel mi stai ascoltando?!?”
Registri la mano di Lewis che si muove davanti alla tua faccia e ti chiedi come tu ti sia infilato in tutto quello.

“Si, scusami ero distratto..”

Lewis annuisce appena prima di tornare a guardarsi allo specchio e tu guardi lui pensando semplicemente che sia magnifico con quella canotta viola che mette in evidenza il biondo delle treccine che ha in quel momento.

Se sei anni prima di avessero detto che ti saresti innamorato di Lewis in modo così profondo non ci avresti creduto.

Sei anni prima lo avevi incrociato per la prima volta sulle scale di casa tua e da allora tra voi era scoccata come una scintilla e ti eri sempre detto che l’aveva sentita anche lui, che non eri stato il solo a sentire quella piccola scossa, solo che era complicato.

Era complicato perché tu e Max eravate nel bel mezzo dell’ennesima crisi e Lewis, Lewis veniva da quella che poi aveva definito come la peggior relazione della sua vita.
Era stato solo più semplice per voi essere amici, essere il supporto l’uno dell’altro mentre tu ti allontanavi dalla persona che più di tutte ti aveva ferito e lui pian piano riusciva nuovamente a fidarsi di qualcuno che non fosse un membro della sua famiglia.

C’erano stati altri e altre per entrambi in quegli anni, sembrava che ogni volta che per uno fosse il momento giusto l’altro avesse la testa altrove, un continuo rincorrersi senza davvero mai trovarsi davvero e non sai quando davvero vi eravate arresi, come se la possibilità per voi non potesse mai davvero essere reale.

E ora sei lì sul letto del maggiore a consigliargli qualcosa da mettere quando tutto quello che vorresti e che a quell’appuntamento andasse con te e non con qualche ragazzo random.
“Potresti mettere la maglia dei Lakers, quella che ti ho preso a Natale…”

Lewis ci pensa su un attimo prima di annuire e sfilarsi la canotta lanciandogliela praticamente in faccia e come ogni volta ti perdi a guardarlo perché come si può non guardare uno come Lewis.

“Si hai ragione, cosi va meglio..”

“Non serve essere nervoso sai che tanto sarà perso per te dal momento in cui ti vedrà dal vivo per la prima volta.”
“Un po’ ci spero!”

E mentalmente ti dai di nuovo dello stupido per la trovata della app di incontri visto che era stata una tua idea, ma eri ubriaco e Lewis era particolarmente giù quella sera in cui lo avevi buttato fuori per gioco, per distrarlo ma non era in quel modo che ti aspettavi che andasse, lo avevi pensato come un gioco.

“Non mi hai detto più niente poi della sera scorsa…. Come si chiamava lui?”

Te lo chiede distrattamente mentre si aggiusta le treccine ma sei certo di vedere un po’ di tensione nelle sue spalle e quando poi si gira a guardarti.
“Lei, Andrea, diciamo che non ci rivedremo per il momento…”

“Ero convinto che fosse un lui però…. mi dispiace.”

Alzi appena le spalle perché non ti importa in realtà perché tu sei innamorato di lui e non riesci a guardare nessuno come guardi lui e ti senti uno stupido perché al tuo ultimo appuntamento sei riuscito a parlare solo di lui, di come il suo studio di tatuaggi in città stesse andando bene, era per quello che Andrea ti aveva detto che era palese che fossi innamorato del proprietario e che quell’incontro non aveva davvero senso.

Forse in un altro universo tu e lei sareste potuti diventare amici.

Sospiri e ti copri la faccia con le braccia lasciandoti andare completamente sul letto di Lewis.
“Ehi, Dan va tutto bene?”

Senti la mano di Lewis poggiarsi sul suo braccio per attirare la sua attenzione e ti chiedi come riesca a capirti così bene e non vedere il modo in cui eri irrimediabilmente innamorato di lui.

“Niente sono solo stanco.”
“Com’è andata oggi?”

Te lo chiede mettendosi comodo con la schiena contro la testiera del letto e sai che è un chiaro invito a poggiare la testa sulle sue gambe e chiudi gli appena senti le sue dita passare tra i tuoi capelli come fa sempre quando può.

“Quanto tempo hai?”
“Tutto quello che serve.”

Lewis è sempre una boccata d’aria fresca anche dopo il turno più difficile al bar, e gli racconti di quella giornata facendolo sorridere e ti fa qualche domanda sul nuovo assunto che nella prima settimana ha già rotto più bicchieri di quanti lui ne abbia mai rotti in vita tua.

Lasciarlo uscire per l’appuntamento diventa una delle cose più difficili che fai e per un attimo pensi che per Lewis sia lo stesso perche l’abbraccio che ti da è molto più lungo del solito.

 

Torni da te poco dopo e controlli il cellulare per assicurarti che non ti abbia scritto nessuno dal bar visto che è la prima volta che lasci da soli alcuni dei ragazzi nuovi, ma sei arrivato al limite e hai bisogno di fare gli ordini e non esiste niente di meglio per aiutarti e distrarti dal pensiero di Lewis che è con qualcun altro.

E ci provi a essere concentrato, e ti riesce per almeno la prima ora quando poi è il tuo telefono a distrarti.

La foto di Lewis della vigilia di Natale di quell’anno fa capolino sullo schermo e per un attimo senti il panico prendere possesso di te e finisci per metterci un momento di più a rispondere.

“Lewis, va tutto bene?”

Senti la sua risata perché sai che ha percepito l’ansia nella tua voce.
“Sto bene. Non è venuto.”

Ci metti un secondo a processare quello che ti dice.
“Dove sei?”

“Non devi venire, prendo qualcosa da asporto e mangiamo da te? Mi hanno detto che fanno un riso thai buonissimo qui.”
“Lewis…”

Vorresti poterlo abbracciare in quel momento perché sai quanto sia giù di morale in quel momento, nonostante le zero aspettative non è mai bello quando succede una cosa così.
“Sto bene, sai che è cosi e comunque non mi aspettavo niente…”

“Mandami la posizione, non ho intenzione di mangiare freddo dell’ottimo Thai!”
Lo senti ridere e sai di aver vinto in quel momento.

Cambi al volo una maglia prima di uscire di casa, gli ordini li farai quella sera una volta tornato a casa.

E non ci metti molto a raggiungere il posto e sorridi quando vede Lewis dalla vetrina, è concentrato sul blocco da disegni e sorridi perché non sa come faccia a portarselo sempre in giro ma è una di quelle cose che lo rende unico.

Entri sentendo un campanello annunciare il tuo ingresso e gli occhi di Lewis sono su di te nel momento esatto in cui succede quando lo vedi sorriderti in quel modo è come se ti innamorassi di nuovo, e sai di essere un caso disperato.

“Sei venuto sul serio!”

“Sembri quasi sorpreso Lewis, mi sembra di essere stato abbastanza chiaro negli scorsi anni!”
Ridete tutti e due prima che Lewis faccia per mettere via il blocco.

“Cosa stavi disegnando?”

Glielo chiedi sempre ogni volta che lo vedi cosi preso e lui sta li a spiegarti che è un lavoro per una ragazza, un tatuaggio per sua madre che ha perso l’anno prima e sai quanto per lui sia importante perché il foglio è pieno di schizzi mille idea prima che arrivi quella giusta.

Quando sei con Lewis non ti rendi mai davvero conto di come il tempo passi velocemente e state ancora parlando del tatuaggio quando una delle ragazze si avvicina.
“Era impossibile che il tuo appuntamento non si presentasse te lo avevo detto! Spero che abbia un’ottima scusa per il ritardo però.”

“Non è proprio lui che aspettavo, ma penso che questo appuntamento andrà meglio!”
Guarda Lewis a corto di parole e con lui non è neanche la prima volta mentre lo senti dire che non hanno neanche guardato il menù è gli serve ancora qualche minuto.
La ragazza gli risponde qualcosa ma tu riesci a guardare solo lui e ripetere nella testa quello che ha detto.

Lo vedi fissarti speranzoso e poi pian piano registrare il tuo silenzio mentre il panico comincia ad affacciarsi nei suoi occhi.
“Daniel…”

“Non c’era nessun appuntamento, vero?”

Lo dici perché metti insieme tutti i punti dei giorni passati, tutti i riferimenti al posto nuovo che voleva provare e poi improvvisamente quell’appuntamento dal nulla, dopo che non ti aveva detto di star parlando con qualcuno da settimane.

Lewis scuote appena la testa.

“Era un po’ che volevo chiederti di uscire.. sembrava solo che non fosse mai il momento giusto e c’era Andrea, lui.. cioè lei….”
“Lewis!”

Sai che finirebbe per straparlare e semplicemente allunghi una mano sul tavolo per prendere la sua solo che questa volta non immagini solo di intrecciare le vostre dita ma lo fai sul serio.

Non ti importa come siate arrivati li, riesci solo a pensare che Lewis è lì e hanno un appuntamento.
“Penso che dovremmo ordinare!”

E sai che ha capito perché sei anni fa non potevi essere il solo ad aver sentito che quell’incontro sulla pianerottolo di casa vostra fosse solo una cosa come un'altra.
Sei anni fa non ti avevano detto che ti saresti innamorato in quel modo di Lewis e sai che ogni cosa che avete passato aveva portato a quella sera.

Al loro primo “vero” appuntamento.

Passate la serata a ridere senza che niente sia strano, perché per voi sempre stato così.

L’unica differenza di quella sera è che lo baci quando siete su quello stesso pianerottolo e quando vi staccate scoppiate a ridere tutti e due.
“Ce ne abbiamo messo di tempo.”

“Beh diciamo che potevamo fare meglio!”

Lewis ride quando dici quella cosa ma l’attimo dopo ti sta baciando di nuovo e sai che avete aspettato abbastanza. Lasci che tiri dentro il suo appartamento senza staccarti dalle sue labbra perché ora che lo hai baciato non hai intenzione di smettere.

Gli ordini per il bar potranno aspettare un altro giorno.

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