Work Text:
Ancora una volta si svegliò
e ancora una volta solo restò.
Cantava, pregava affannosamente,
alle cure dei suoi cari indifferente.
Di notte il suo nome implorava
mentre infinite lacrime versava.
Fiori e visite non servono a niente
quando il dolore imperversa instancabilmente.
La mattina soddisfatto lo abbracciava,
la sera disperato lo chiamava.
Prima coperte calde e profumo accogliente,
poi sangue sparso e un urlo stridente.
Errante, solo esisteva.
Una vita vuota conduceva.
La sua morte rimandava continuamente:
temeva lui sparisse definitivamente.
Un altro giorno si svegliò
e accanto a lui nel letto lo trovò.
Non blu e zolfo, ma andava bene,
in bianco e freddo tornarono insieme.
Infine riuniti ma non era contento,
freddamente gli impose un memento.
“Per te, amore, qualsiasi cosa!
Dimmi cosa vuoi, basta una parola.”
Accecato dal suo cuore traboccante d’amore,
avrebbe fatto il peggio con la migliore intenzione.
Presto si pentirebbe di quell’azione avventata
compiuta in nome di un’anima spezzata.
Gli disse:”Se davvero mi ami,
portami il cuore di tua madre entro domani.”
Tentennò a questa cruda realtà,
ma non desistette a dimostrargli lealtà.
Da sua madre andò e tra le braccia la cinse,
poi le chiese scusa e del suo sangue la lama intinse.
Il cuore dal petto le strappò
e sangue e lacrime macchiarlo guardò.
Dal suo amore tornò disperato,
ma un vuoto sguardo gli fu ritornato.
Non gli bastava quell’orrore,
voleva un’altra prova del suo cieco amore.
Sconvolto e segnato cadde in ginocchio
e urlò crollando in un pianto rotto.
“Ti prego, cos’altro devo fare
per dimostrare che solo te potrei mai amare?”
Imperturbato gli disse:”Amor, se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.”
Le vene ai polsi lui si tagliò
e ormai pazzo da lui tornò.
Gli disse lui, ridendo forte:
“L’ultima tua prova sarà la morte”,
mentre il sangue sgorgava copiosamente
e il suo colore cambiava lentamente.
Non era il suo amore, ma un demone crudele,
della disperazione divoratore e cattivo come il fiele.
Di vedove e vedovi il dolore consumava,
fino al loro ultimo respiro li ingannava.
E mentre il rosso il terreno macchiava
e il suo cuore ormai rallentava,
il demone freddo gioiva,
un altro s’era ucciso per il suo amore!
Fuori soffiava dolce il vento,
ma il demone fu preso da sgomento
quando lo vide morir rallegrato,
presto dal suo vero amore sarebbe tornato.
Al di là l’aveva aspettato,
blu e radioso com’è sempre stato.
Dimenticati il bianco e la morte,
si presero per mano e passarono le Porte.
Morì contento e innamorato
quando al demone nulla era restato.
Non le sue lacrime, non le sue pene,
ma solo il sangue secco delle sue vene.
