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Cara principessa Cordelia.
La giornata di oggi è stata a dir poco strabiliante, certamente questo si tratta del miglior Natale da me passato. In orfanotrofio il pino spelacchiato era privo di decorazioni e i regali soltanto tristi scatole vuote che al posto di abbellire il tutto come la loro funzione doveva essere lo rendevano ancora più lugubre; penso che se quell'albero avesse potuto rappresentare un sentimento sarebbe stato di sicuro la solitudine.
O magari anche la malinconia delle vaste foreste da cui era stato portato via, separato definitivamente dai propri cari simili.
Avrei voluto abbracciarlo, circondando il fusto legnoso con entrambe le braccia, per dargli conforto.
Inoltre i canti che dovevano essere svolti obbligatoriamente prima del pasto risuonavano come funebri e durante essi le ragazze maligne ne approfittavano per angosciarmi e cacciarmi in una situazione in cui in un modo o nell'altro sarei stata punita e lasciata senza mangiare.
Nelle poche volte in cui ebbi modo di assaporare la cena di Natale rimpiansi di averlo fatto.
Oggi, invece, circondata da cari, amici e un allegro abete, ho vissuto una delle esperienze migliori della mia vita.
Ma non è di questo che desideravo tanto raccontarti.
Quando sotto l'albero Gilbert Blythe mi ha porto il suo regalo, abbiamo iniziato a spegnere le candele, ma all'ultimo entrambi ci siamo ritrovati a soffiare la stessa. Per un attimo, non era più Natale, non avevo più il suo regalo in mano né esisteva più l'abete.
Eravamo solo io e lui, l'uno davanti all'altra.
Quando i nostri sguardi si sono incontrati, cara principessa, ho provato una strana sensazione.
Il petto sembrava essersi fatto più leggero e il fiato mozzato. Forse sconforto? Angoscia?
Ma io provai piacere nell'incontrare i suoi occhi, non sorpresa o paura.
Avrei voluto far durare il momento per sempre, ma quel sentimento così puro stava venendo offuscato dall'ansia di commettere qualcosa che nemmeno io so.
Così l'ho interrotto io stessa, gli ho sorriso e lui ha ricambiato dolcemente e ho accostato il piccolo pacchetto agli altri regali.
Ora è notte fonda e mentre mi rigiro tra le mani il piccolo dizionario da lui regalatomi, mi riprometto che non accadrà più.
Mi ricordo che quello che è successo non è stato niente, solo felicità.
E mi addormento col sorriso sulle labbra, dopo aver riletto la frase da lui allegata e averne contemplato l'elegante calligrafia.
